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Nel primo trimestre del 2010, tutte le ripartizioni territoriali fanno rilevare incrementi nelle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Si registrano aumenti particolarmente rilevanti per l’Italia insulare (+ 51,8%) dovuti al forte incremento del valore delle vendite all’estero di prodotti petroliferi raffinati. Anche l’Italia centrale e quella meridionale registrano incrementi superiori alla media nazionale (pari, rispettivamente, a + 7,7 e + 7,6%).
La dinamica congiunturale, valutata sulla base dei dati trimestrali depurati della componente stagionale, evidenzia, nel primo trimestre 2010 rispetto al trimestre precedente, variazioni positive delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali:
Nel primo trimestre 2010, i più ampi incrementi tendenziali delle esportazioni per le regioni che maggiormente contribuiscono ai flussi commerciali con l’estero riguardano:
1.Sardegna + 63%
2.Sicilia + 45,4%
3.Friuli-Venezia Giulia + 17,2%
4.Puglia + 13,7%
5.Toscana + 13,5%
6.Abruzzo + 12,7%
7.Liguria + 12,2%.
Si segnala inoltre, la contenuta crescita delle esportazioni del Veneto + 1,6% e, con tassi di crescita inferiori alla media nazionale, dell’Emilia-Romagna + 3,9% e della Lombardia + 4,4%. Le regioni che registrano una flessione delle esportazioni sono Basilicata - 26,7%, Marche - 6,5% e Molise - 1,8%.
Analisi per area di sbocco
1. L’incremento tendenziale delle esportazioni dell’area nord-occidentale (6,5%) ha interessato maggiormente i flussi diretti verso i paesi Ue (+ 7,3%), con variazioni particolarmente significative per Austria e Spagna.
Per i paesi extra Ue (+ 5,2%) gli incrementi più significativi si rilevano verso Turchia, paesi Mercosur, India e Cina. Importanti flessioni si registrano invece per Giappone, Stati Uniti e Russia.
La lieve flessione della quota delle esportazioni della ripartizione sul complesso delle esportazioni nazionali, passata dal 40,6 al 40,5% è determinata dalla riduzione della quota relativa ai paesi extra Ue (dal 41,3 al 40,4%), a fronte di un modesto incremento di quella verso i paesi Ue (dal 40,1 al 40,6%).
Considerando le vendite della ripartizione per area geoeconomica di destinazione, fra il 2009 e il 2010 si registra una crescita dell’incidenza dei paesi dell’area Ue (dal 59,1 al 59,5%).
2. L’incremento delle esportazioni dell’Italia nord-orientale (+ 4,5%) deriva dall’incremento dei flussi diretti verso i paesi Ue (+ 5,1%), associato a un più contenuto aumento delle vendite dirette sui mercati non comunitari (+ 3,7%). Fra i paesi Ue un incremento particolarmente significativo si rileva per il Regno Unito. Le maggiori flessioni si registrano invece per Polonia, Paesi Bassi e Austria.
Fra i paesi extra Ue, quelli con incrementi maggiori sono: paesi Mercosur, Turchia, paesi ASEAN e Cina. Le flessioni più importanti si rilevano per paesi OPEC, Svizzera e Giappone. La quota delle vendite della ripartizione sul totale nazionale è leggermente diminuita (da 32,2 a 31,6%), con flessioni delle quote relative sia ai paesi Ue (da 33,4 a 33,1%) sia ai paesi extra Ue (da 30,4 a 29,3%).
La struttura geografica delle esportazioni della ripartizione vede l’incremento dell’area Ue che, nel primo trimestre 2010, assorbe il 62,3% delle esportazioni, rispetto al 62% dello stesso periodo dell’anno precedente.
3. L’aumento delle esportazioni generate nell’Italia centrale (+ 7,7%) è dovuto a incrementi dei flussi diretti verso entrambe le aree di sbocco. Per i paesi Ue (+ 7,5%) incrementi di rilievo si registrano per Paesi Bassi, Spagna e Francia; flessioni significative si rilevano per Belgio e Austria. Per i paesi extra Ue (+ 8%) aumenti rilevanti si registrano per paesi ASEAN, Cina e paesi EDA. Flessioni per paesi OPEC, Svizzera e Giappone. Fra il primo trimestre 2010 e il corrispondente periodo del 2009, la crescita di 0,2 punti percentuali della quota delle esportazioni della ripartizione sul totale nazionale, che si attesta al 15,4%, è dovuta soprattutto all’aumento della quota relativa ai flussi verso i paesi Ue (dal 14,2 al 14,4%), mentre l’incremento relativo ai paesi extra Ue è più contenuto (dal 16,7 al 16,8%). La struttura geografica delle esportazioni si è modificata a favore dei paesi extra Ue, la cui incidenza nei primi tre mesi del 2010, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, è aumentata dal 44,2 al 44,4%.
4. Nell’area meridionale e insulare l’incremento delle esportazioni (+ 20,2%) è maggiore per l’area extra Ue (+ 27,8%) rispetto all’area comunitaria (+ 15%). Verso l’area extra Ue risultano particolarmente dinamiche le esportazioni verso Turchia, paesi Mercosur, paesi ASEAN, Stati Uniti e paesi EDA. Le esportazioni verso il Giappone registrano invece una flessione.
Verso i paesi Ue incrementi rilevanti si registrano per Spagna, Paesi Bassi e Francia. I flussi diretti verso la Polonia, invece, registrano una flessione.
Tra il primo trimestre 2009 e il corrispondente periodo del 2010 è aumentata l’incidenza delle esportazioni della ripartizione sul totale nazionale (dal 9,9 all’11,2%), con un incremento della quota delle vendite sia verso i paesi Ue (dal 9,8 al 10,6%) sia verso i paesi extra Ue (dal 10,1 al 12%).
La composizione delle esportazioni delle regioni meridionali e insulari per area geoeconomica di sbocco ha visto aumentare la quota verso i paesi extra Ue (dal 41,1 al 43,6%) a scapito di quella verso i paesi Ue.
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